“COMUNITA’ PROVVISORIE ……dell’essere e dell’apparire!”

Dialoghi immaginifici tra l’angelo Mercuzio e il clown Nanosecondo

Nanosecondo: ma come è possibile che un Arcangelo come te, anche se declassato a 13° serie degli angeli, per tutte le cose che stai combinano adesso, si mette ad osannare:  “l’esperienza  e il racconto paesologico e pure lo spirito visionario di una scommessa che è stata “la comunità provvisoria” (?) Viaggio interrotto più volte solo perché “il nomadismo  teoretico non vuole ritornare  nella “caverna “ della percezione a ingannarsi solo con le ombre”. E poi tiri in mezzo pure a Ulisse, bell’esempio di intelligenza  e furbizia, che ebbe un solo merito: permettere  al blogger Omero  di gestire un  bel blog  con tutte le gesta  degli eroi  greci e troiani, per difendere l’onore violato  di  un re scornacciato e il narcisismo guerraiolo di poeti e scrittori senza più paesi da abitare nonostante tutte le case ristrutturate con “l’ira funesta di “pelidi” Archi-tetti che infinitamente addussero (come al solito) lutti agli Achei…..?”.

Mercuzio:…… beh!!!!… pensavo che qualcuno proprio in un momento di crisi epocale  potesse ancora essere ammaliato o incuriosito a  vivere il  ritorno-nostos alla terra  di nascita mediterranea collinare d’oriente come  esperienza  della modernità  economico-militare-politica di Troia, metafora  della crisi mondializzata  del “secolo breve” tecnologico-fordista dell’Europa fredda e le sue scorie inquinate. Voi umani delle periferie  come al solito vi  lasciate attrarre  dalle effervescenze e fluorescenze  delle civiltà urbanizzate come stupide e curiose  feluche anche quando  degenerano  nelle nihiliste  e disumane  città-non-luogo.  Nord o Sud , Est o Ovest non fa differenza alcuna ,ormai risucchiati nel miraggio della mondializzazione  non solo come tecnica economica ma come mutamento antropologico. Ultima carta da giocare  è questa  benedetta sfida  della “paesologia”, ritornare  con sguardo e cuore mutato ai “ piccoli  paesi dalla grande vita” abbandonati a discapito e riscatto   della propria vergogna come possibile  chance esistenziale   per poter poi  continuare il gioco esiziale  di ritornare  e ripartire. Vivere  per  rimediare ad una sorta di  ossessione compulsiva  al masochismo nomade  in nome della finitudine  attiva di una esistenza umana  che nell’ultimo secolo breve si era giocato malamente anche la chance  esistenzialista del  miraggio-sfida delle colonne d’Ercole o l’utopia sociale pacificante delle isole felici o del principio speranza  dei paradisi perduti e ormai neanche più cercati dai “poeti benedetti”.

Nanosecondo: A Mercù ma anche  solo raccontare, denunciare  e riconoscere -come tu dici-  “la devastazione  disumana dell’umano nella sozza desolazione emotiva di un sud sempre più alla deriva” non ti basta anche solo   per arare  o preparare terreni  per nuove sconfitte. Io, da fool  in commedia,  diffido un pò di chi  dice che vuole fare “comunità provvisorie”  nell’attesa che  vengano tempi migliori. Sempre tra gli “apostoli” le dinamiche comportamentali  portano sempre  al rifiuto, alla diffidenza  insomma, a “costruire” nel sospetto e nel dubbio comunità di appartenenza  e non di elezione, votate alla stanzialità formalizzata che di per sé porta all’onnipotenza o allo strapotere della parola e del “verbo” e alla creazione di gerarchie  e di nuovi capi.  Ora mi chiedo ma se oggi non si pensa a costruire nuove comunità provvisorie qui giù, come pensi che il sempre eterno, u’ Maste tuie, ci possa dare una mano di senso e di destino? Non credi che si sia perso o depresso un po’ con questo piagnersi addosso dei paesi abbandonati “degli ultimi che saranno i primi” e via dicendo?

Mercuzio: ancora una volta “poche idee ben confuse o per confondere” com’è d’uopo a voi clown’s che giocate con le parole e  le maschere  per nascondervi,  e dilettare  o confortare  chi il potere ce l’ha e  deridere chi ne soffre perché non ce l’ha ancora .Certo a noi ‘immortali’ dell’età postmoderna, post-politica, post-democratica , non più miticamente antropomorfi  e sporcaccioni come nella dionisiaca  e sfrenata Grecia classica, dopo le ristrettezze, le rinunce e le paturnie ossessive  e mistiche   del medioevo votate alla povertà, castità, alla rinuncia  e all’obbedienza, con i virus epidemici delle  rivoluzioni scientifiche ed economiche ci eravamo illusi per voi  che “le sorte sarebbero state, definitivamente, magnifiche e progressive”. Con il Principe moderno, nella fase “nascente” delle polis pluraliste    della democrazia e ci siamo impegnati al massimo  a prepararvi  alle fasi “costituzionali” di esse inculcandovi il piacere della partecipazione diretta e della responsabilità individuale , spargendo un po’ di caos e fumus  libertario anche per darvi piacere e soddisfazione nello sviluppo o nel progresso nel migliore dei casi. Ma voi niente ….. siete riusciti a costringere  a dare di matto anche il povero Fredrich  da fargli scambiare, al limite della sua follia antimetafisica,  un “torinese bianconero ” nientemeno per un cavallo o una zebra  e non viceversa! E da allora  anche per voi ,ora già postmoderni, post-democratici e quant’altro, la “caverna platonica” è diventata l’unico  ‘nostos-ritorno’ e rifugio dalla paura del sole ,della realtà vera e  degli altri  e vi ritirate nei salotti dorati come  rimedio pavido  alla sconfitta  preferendo al  piacere delle ombre-primarie naturali  sulle pareti rocciose  a quelle artificiali delle pareti  al  quarzo o ai cristalli liquidi….

Nanosecondo: La caverna allora  non è la sindrome o il desiderio di  comunità liberatorie  di  thiasi poetici femminili o di osterie filosofiche maschiliste e razziste? E, certo qualcuno dirà che mica la comunità può diventare un luogo di rifugio o accoglienza, rischierebbe allo stesso tempo come la caverna, ad essere luogo troppo sicuro ma anche luogo della morte, delle finzioni o delle ombre? E, altro che rinascita,   di un sogno,  o  occasione filosofica  per attivare nuove curiosità, ricerca  e volontà di liberarsi dalle catene naturali  e moderne di una dorata “privacy”. Insomma a me pare che con l’avvitata ultima che si è presa si uscirebbe fuori da essa o peggio ancora si entrerebbe dentro una comunità abitata solo da ombre che non riescono a vivere la “vera realtà solare”, la via del cuore?

Mercuzio: ogni tanto la tua ‘intelligenza visionaria e naturale, plebea, ”partenopea  e parte  napoletana”, ti fa partecipe  di alcuni aspetti iperpecettivi delle illuminazioni poetiche o dei profetismi sapienziali. Certo la sedentarietà mentale,  tecnologica e moderna, crea  non solo  problemi di colesterolo ma   dovrebbe consigliare a voi umani di sedervi o discutere altro che con gli abituè delle panchine, ma con i veri sapienti di oggi …. ad abbracciarvi  e curare i cani e altre specie animali, e curare  e dare senso anche  agli alberi  oltre che al bosco o ancora sentire  e assaporare la vita ,come la nottola di Minerva, anche tra muri  sgarrupati di palazzi caduti  o dei vecchi paesi abbandonati  dopo catastrofi naturali o artificiali… a volte  anche dimenticando i vostri simili consanguinei e non. C’è quasi come una costrizione ed esclusione che vede voi umani nell’impossibilità di costituire nuove comunità umane prima che di luoghi e di bellezze se pur provvisorie. Ma è proprio nella provvisorietà che si nasconde il valore del tempo e dell’infinito eterno. Il tempo in sè non esiste  se non  solo una vostra invenzione. I greci come al solito che avevano l’occhio lungo sulle cose  curavano il tempo autonomo e  interno umano….kàiros, ditinguendolo dal tempo esterno…. Krònos eternomo,imposto sia nella sua versione tecnico-umana  che  metafisica- divino.  Ogni comunità pur se provvisoria può intraprendere il suo viaggio nel tempo interno e immobile ! E, quando qualcuno di voi ci ha provato molti anni fa, è stata una bellissima intuizione che pure U’Mast mio ha detto “…. azz che bell!” Quindi ti dico, altro che provvisorio,inoperoso,arreso! La cosa aveva un  valore altissimo che segnava l’ultima  speranza di molti umani  abbagliati e ingorgati dal nihilismo estetico e dal relativismo economico ,politico e soprattutto antropologico. Non c’è nessun rinnovo in questo vostro  viaggio tra paesi sgarrupati e abbandonati senza il recupero di senso  di ricostruire il vero spirito del significato di paese= comunità di uomini diversi-plurali  ma eguali-liberi!

Nanosecondo: ma io ne ero convinto Mercuzio tanto che feci tempo fa un viaggio con la mia moto del tempo catapultandomi nella provvisorietà del tempo esterno per provare anch’io a ricostruire paesi  e nuove comunità di uomini, ma poi, in una sorta di ritorno identitario spesso mi sono ritrovato in un inferno, insomma, in una “Apocalypse now” dei nostri tempi moderni  dove   operavano liberamente ‘demoni’ cattivi: architetti, broseur, agenzie di viaggio, web master , compreso filosofi e poeti da strapazzo, etc etc. Con la mia follia (sana) avevo smarrito “la dritta via” del gioco “leggero e piano” della ricerca dell’  “io, clown!” e mi sono trovato malgrad moi a confliggere  con   un “ego” grosso quanto interi paesi altro che case, ma che dico condomini interi, ma che dico “paesologicamente”  agglomerati inurbani. E scherzi a parte come Ulisse ho sentito la forza della  nostalgia  della mia città di mare, dai larghi e chiari orizzonti!

Mercuzio:  sempre esagerato, degno discepolo della scuola di Franceschielle …sempre pronto a “fare ammuina”  o inventare ‘cortine fumogene’ ! Cosa avete combianto al vostro sagace  “pulicenelle”, messo in condizione  di tacere, ammaliati  dai clowns da salotto barocco e  buono dei “circle du soleil” . Che tragico sacrilegio da parte vostra ed ora vi tocca  andarlo a ricercare o ricreare dentro di voi con grande fatica teoretica a cui non site avvezzi e non sempre con buoni risultati.Ammettiamolo pure  spesso …in fondo in fondo…..scoprite delle vere “fetecchie”.  Bella la tua città, con la sua mitezza, i suoi silenzi vicino al mare e la malinconia delle colline che la proteggono tutte intorno antiche e belle quanto la divina ..costiera della grande repubblica marinara. Sai Nanos alla fin fine io mi sono convinto che  il viaggio è una metafora generale  della vita, non c’è una meta ,  c’è solo il viaggio  e   le  comunità provvisorie, inoperose e paesologiche  che  uomini e donne diverse ogni volte riusciranno   a mettere in piedi e viverle intensamente o tiepidamente  nella speranza  che uno ,due,tre di essi  sentono il piacere e la necessità  di radicarla in altri territori  o occasioni anche nella casa in cui la ‘penelope’ di turno  tesse e disfa la sua  tela con amore compulsivo e ossessivo. La meta è il viaggio stesso  e la comunità  è il mezzo obbligato  dove  la vostra esperienza individuale-comunitaria  “il remo-rimmo e l’aratro-palillo” in modo biunivoco ritornino strumenti dell’homo-faber e non dell’homo-servus . Il viaggio della vita per città e  paese non può che essere  comunitario e anche se esso sarà provvisorio, nel senso di un pezzo di strada, questo “viaggio sarà eterno e presente” e la stessa comunità, questa comunità provvisoria, resterà al di là degli umani sentimenti  come un seme  che potrà dare frutti  a secondo del terreno che gli capiterà di inseminare come aveva intuito il percettivo e comunitario profeta evangelico prima che gli altri lo ingabbiassero in  una chiesa.Non ti dico quanto si è arrabbiato  u’ maste  mie  per questo fatto e si è chiuso in un silenzio tombale…….

Nanosecondo: io lo sapevo che solo nelle comunità, se provvisorie, nomadi e non stanziali, possono nascere e convivere in perfetto agio ma anche in profondi e doloranti sconforti i futuri poeti costruttori del cuore dell’uomo del domani; non consumati nelle anticamere delle case editrici, in compagnia di clown’s  fuori dei palcoscenici dei poteri, filosofi  da enciclopedie o senza nessun psicologo da talk show televisivi. Insomma, contadini senza terra, barbieri per calvi e capelloni, architetti  senza terremoti e catastrofi varie, ‘mierece’  dei sani e calzolai pazzi che provano ancora ad aggiustare scarpe per camminare nella bellezza e non per sedentari e pantofolai filosofi o peggio fotografi digitali che non catturano più anime ma sfravecature.  Beh qui sarebbe possibile tutto anche convivere con solidarietà d’intenti. Francamente con le argomentazioni eterogenee di alcuni cultori del logos, della doxa, dei sogni, della fantasia, dei professionisti delle tèkne e delle arti primarie e secondarie resta solo una ricerca di potere in una microfisica dei poteri sofisticata e abbagliante…….Dove è finita  la macrofisica libertaria dei santi, dei navigatori, dei clown, dei poeti non eroi in cerca di isole o parasoli perduti? Io, ho sempre scelto di viaggiare in compagnia uomini e valori ed ho dato sempre dato passaggi ad un sacco di persone sulla mia moto del tempo, e senza aver paura di travalicare confini ho affrontato un sacco di pericoli…..mi sono pure slacciato la cintura se non mettermi solo il casco per non rompermi la testa in qualche rovinosa caduta! Nell’andare avanti in “una cornice provvisoria che si allarga e si restringe, in cui si va e si viene liberamente”, ho praticato sempre  comunità allegre e leggere, perché convinto che questa o si disegna e si costruisce non su modelli inscatolati a forma di prodotto d’uso e/o consumo, di pochi!

Mercuzio: devo dirti nanos che con uno spirito curioso, multiforme e misterioso oggi sono guidato da Ermes e Atena, le due divinità che proteggono con una natura molteplice e versatile in un incontro piacevole tra dionisiaco ed apollineo. Così da poter assumere tutte le forme, prendere tutte le strade, tendere verso tutte le direzioni in modo sinuoso e avvolgente. La mia stessa natura d’immortale è ricca di colori e di geroglifici, come un arazzo, un tappeto o un quadro. Io sono artificioso come un’opera d’arte, intrisa di magmi notturni e di voli solari e le mie ali sono segnate da costellazioni luminose, velate e misteriose come la rotta dei pirati, dei ladri, dei trovatori , di quelli come te clowns, dei mercanti girovaghi  e degli amanti incostanti  e fedigrafi. Non avete -ripeto- isole felici da raggiungere ma solo vivere felici nella vostra isola-comunità-provviosria che vi siete  preparati e che    solo voi potete riempire di sensi, piaceri, bellezze ,luci ,ombre,colori, sapori, odori  non  come baristi per farne una bevanda  unica  ma per assaporarli e vivere ad uno ad uno, in coppia, in gruppi  o in koinonia-comunione.  U’Mast mio, e mio e vostro signore e padrone con fatica e mò con poca gioia a dire il vero s’è scucciato …Esculapio dice che come al solito è geloso di voi uomini quando siete innamorati o felici  e oggi  si sente anche lui ….depresso  per la follia che ha toccato gli uomini nella sua infinita  deriva  del dolore , del mistero, dell’inquietudine della disperazione, delle speranze infrante, della nostalgia regressiva, della fragilità edella debolezza  che avvinghiano le gambe e il cuore di voi mortali !. Prima fate e poi disfate questo il vostro umano destino per diventarne consapevoli . Pensate alla saggezza e al tragico equilibrio   di  Edipo nello scegliere di accecarsi  e   andare a Colono per ritrovare la sua  “eudaimonia”  come  equilibrio e pace  tra i suoi demoni umani e confliggenti . Oggi siete per paura e  codardia siete  più propensi  a distruggere che a costruire o a rispettare  e curare  i paesi  come  il dono del vivere insieme a dimensione ancora umane , o al limite costruire   comunità  come humus terreno  o possibile  seme  per  ricreare un paese abbandonato  o rialimentareo rivitalizzare  un paese addormentato ma sognante!

Nanosecondo: lo so Mercù che anche tu nonostante sei un angelo non hai più mondi da scoprire o da indicare o bellezze da risvegliare magicamente dal sonno con un bacio principesco su una panchina o ad un lampione di notte ma semmai potresti almeno come una lampadina fulminarli tutti! Da parte mia so solo dare un valore intrinseco a quest’uomo: come comunità “provvisoria”, in quando dono dell’uomo, per l’uomo.

Mercuzio: Beh! Vedo che almeno tu conosci profondamente le bellezze della vostra madre terra! E’ importante! E’ una cosa che va recuperata e tutelata; ma prima ancora, avete bisogno di ricostruire nuovi valori, una nuova etica, nuove grammatiche  e vocabolari per stare insieme e non per giochi linguistici  e paralogici con parole dell’osso e dell’ossimero. Le parole sono sacre  e vitali  e solo i poeti dovrebbero, in questi ultimi tempi,  essere attenti e rispettosi (almeno loro) quando veramente voglio raccontare  i loro sentimenti e passioni. Altrimenti rischiereste la babele della comunicazione e per eccesso di comunicazioni imbocchereste una strada  anaffettiva dell’apatia  dell’indifferenza emotiva  o dell’autismo individuale o peggio “corale”. Il rischio è che sarete  capaci solo di rivivere il passato della nostalgia triste  e consolatoria, mentre il futuro vi abbandona facendo marameo o anche con il canto ammaliante delle sirene di turno ,già … “qui ed ora”! Nel tempo presente della vostra provvisorietà c’è, se lo saprete comprendere, l’essenza stessa dell’eternità e del divino che è in ognuno di voi, compreso te clown. Non è mai il contrario. Non è dall’esterno che la bellezza potrà entrarvi dentro l’anima ma è da dentro di voi, in ‘interiore homini’ che la bellezza può farvi vedere (eìdon)  e costruire(poièin) il bello. Anche di un paese o di una luogo ma a partire dagli uomini che si donano e la vivono; a partire dalla comprensione e dal rispetto di chi lo ha governato e sfruttato. Amare il viaggio per amore del viaggio, come Gulliver e Robinson, non con la malinconia lacerata di Amleto, ma con la versatilità inoperosa di Ulisse.

Nanosecondo: “Autismo Corale”? Ognuno parli per se! A me proprio non mi convince, l’operosità o inoperosità di Ulisse! Non mi piace, perché mi ricorda un po’ chi ha sfruttato anche qui qualche cavallo di Troia per nascondersi, ingannare e confondere.

Mercuzio: certo! purtroppo devi sempre avere conoscenza delle insidie della solitudine, del silenzio, della  malinconia e della nostalgia che può vivere chi abita luoghi cosi desolati ed abbandonati  a se stessi. Né , altri si sforzano di non nascondere nei labirinti o nelle trappole i propri dolori e le proprie tristezze. Ma sappiamo per esperienza divina che voi umani avete sentimenti che non si possono temere o tacere ma viverli nella loro diversità e durezza. Potete giocare filosoficamente  con gli enigmi e il mistero,con gli slanci poetici del cuore e le intermittenze  folgorazioni creative e nella immagine perduta  e accattivante della follia come testimonianza degli infiniti orizzonti del dolore ,della gioia e della vita.   La malinconia è insidiosa ….. la nostalgia è diversa, perché la nostalgia è un sentimento di assenza, cioè fondamentalmente di assenza o di un vuoto, o ombra  ma che può essere recuperata e riempita  con la memoria, il ricordo e sopratutto con il ritorno a casa (nòstos attivo) ma è proprio al proprio passato che bisogna rivolgersi nei  limiti del tempo: “qui ed ora!”  Cosi sarà possibile, guarire la terra,  ridotta e non curata da tutti voi e realizzare un patto costitutivo con voi  e tra voi oggi. In questo vostro viaggio sia la nostalgia che la malinconia diventano sentimenti belli e attivi che vi fanno gustare il piacere di stare  con sé stessi e nello stesso tempo vi possono, spero, costringere a superare la pigrizia, la noia , i rancori e le tristezze, stimolando la voglia di intraprendere sempre nuovi viaggi con altri provvisori e  dentro di voi e dentro la terra che vi è stata donata in comunione per non diventare mai “massa silenziosa della civiltà dell’APPARIRE”,  ma individui liberi e provvisori dell’ESSERE. Il tutto con compassione  e generosità…..

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Salvatore D'Angelo
    Ott 15, 2012 @ 19:09:18

    Da leggere, rileggere, interpretare e recitare, magari in un cerchio comunitario, con compassione, generosità e…ironia!

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